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Il calendario delle sfilate MFW SS27

Dal 22 al 28 settembre 2026, Milano torna al centro della scena internazionale con la Milano Fashion Week Primavera Estate 2027, una delle tappe più attese del Fashion Month dedicato alle nuove collezioni. Per una settimana la città ospita sfilate, presentazioni ed eventi che anticipano le tendenze della prossima stagione Primavera Estate, riunendo grandi maison, designer, buyer, stampa e protagonisti del mondo della moda. Al termine della settimana milanese, il testimone passerà a Parigi, dove proseguirà il calendario internazionale delle collezioni SS27.

Anche quest'anno Divo Boutique seguirà da vicino la Milano Fashion Week, osservando le collezioni e le tendenze direttamente dalle passerelle e concentrando l'attenzione sui brand che rappresentano una parte importante della selezione del boutique online. Tra i protagonisti da seguire ci sono Diesel, Jil Sander, Missoni, MM6 Maison Margiela, Etro, Max Mara, Sportmax, Blumarine, Elisabetta Franchi, Moschino, The Attico, Ermanno Scervino, Dolce&Gabbana e MSGM.

Maison e brand che, attraverso le loro collezioni, contribuiscono a raccontare l'evoluzione della moda italiana e internazionale e che fanno di Divo Boutique un punto di riferimento per lo shopping online di moda e lusso.

Dalle passerelle alle tendenze più interessanti della stagione, seguiremo la Milano Fashion Week SS27 per scoprire i nuovi colori, le silhouette, i materiali, le stampe e i dettagli destinati a caratterizzare la Primavera Estate 2027, trasformando le ispirazioni delle sfilate in chiavi di lettura per il guardaroba della prossima stagione.

Diesel SS27: sensualità, materia e contrasti alla Milano Fashion Week

È appena terminata la sfilata Diesel Primavera Estate 2027 e il primo appuntamento della Milano Fashion Week SS27 lascia già molti spunti di riflessione. Lo show, firmato da Glenn Martens, costruisce un universo fatto di contrasti, sensualità, energia e provocazione, elementi che da sempre appartengono al linguaggio Diesel. La stessa maison descrive questa collezione come una celebrazione di libertà, sicurezza, connessione e desiderio, nel segno del suo For Successful Living.

Tra i principali codici emersi dalla passerella troviamo una palette che accosta colori Pantone intensi a tonalità ruggine, terrose e materiche, creando contrasti cromatici decisi. La pelle domina la scena come texture, interpretata sia nei look femminili sia in quelli maschili, mentre le silhouette giocano con giacche oversize, spalle strutturate e geometrie nette.

Anche abiti e gonne seguono una costruzione fortemente geometrica e simmetrica, mentre il layering, ormai uno dei codici riconoscibili dell'estetica Diesel, torna protagonista attraverso sovrapposizioni e accostamenti apparentemente disordinati ma studiati con precisione.

Particolarmente interessante è il trattamento dei dettagli: cut-out irregolari, superfici sfrangiate e finiture che sembrano quasi strappate o consumate introducono un senso di imperfezione volutamente ricercata. È possibile leggere queste scelte anche attraverso il tema del riuso e della trasformazione della materia: ciò che appare usurato, ricomposto o imperfetto acquista una nuova identità.

Ma Diesel non racconta la moda soltanto attraverso gli abiti. L'atmosfera dello show è parte integrante della collezione. Le luci rosse, una colonna sonora inizialmente legata alle sonorità della techno underground e un crescendo finale più sensuale hanno costruito un ambiente fisico e provocatorio, nel quale moda, musica e performance si sono intrecciate.

Anche il beauty contribuisce a questo linguaggio: per le donne, nudità, vita scoperta e rossetto volutamente sbavato accentuano un'immagine di sensualità non convenzionale. Il contrasto con la componente maschile, più esplicitamente giocata sulla seduzione e sulla provocazione, amplifica ulteriormente la tensione tra erotismo, potere e vulnerabilità.

Sono proprio questi contrasti a rendere la sfilata particolarmente interessante da osservare. Gli elementi messi in scena possono tuttavia aprire una riflessione sul rapporto tra corpo, desiderio, libertà e rappresentazione della sensualità.

Una sfilata, quindi, che va oltre la semplice presentazione di una collezione e che lascia spazio all'interpretazione: tra materiali trasformati, silhouette geometriche, sensualità, imperfezione e provocazione, Diesel inaugura la Milano Fashion Week SS27 con un linguaggio visivo forte e destinato a far discutere.

Jil Sander SS27: l’essenziale come linguaggio

Dopo l’energia e la provocazione di Diesel, la Milano Fashion Week SS27 cambia completamente registro con Jil Sander. La sfilata Primavera Estate 2027 porta in passerella una visione opposta a quella dello show precedente: niente spettacolarizzazione, nessuna performance a rubare l’attenzione agli abiti. Qui tutto è costruito per riportare lo sguardo sull’essenziale: la materia, le silhouette e la precisione dei volumi.

La collezione si muove inizialmente attraverso una palette rigorosa dominata da nero, blu, grigio e bianco, colori che rafforzano l’impronta minimalista della maison. A cambiare progressivamente è soprattutto la sensazione della stagione: dalla primavera più fredda e austera dell’inizio della sfilata si passa gradualmente verso un’estate più leggera, senza però abbandonare quella ricerca di pulizia formale che rappresenta uno dei codici più riconoscibili di Jil Sander.

Anche i materiali assumono un ruolo centrale. Pelle, seta e cotone costruiscono superfici differenti e introducono una componente materica che diventa parte integrante della silhouette. Non sono semplicemente materiali utilizzati per realizzare i capi, ma contribuiscono alla percezione dei volumi, alternando struttura, fluidità e leggerezza.

Le linee rimangono pulite e precise, ma non per questo prive di carattere. Tra gli elementi più interessanti emergono giacche strutturate, con maniche a palloncino e vita definita, proposte sia per l’uomo sia per la donna. La silhouette gioca quindi sul contrasto tra una parte superiore più importante e un punto vita più stretto, creando una forma contemporanea senza ricorrere a costruzioni eccessivamente elaborate.

Il tailoring è uno dei protagonisti della collezione. Completi e tailleur attraversano la passerella declinati sia al maschile sia al femminile, confermando quanto la sartorialità continui a essere centrale nella ricerca del brand. Accanto alla costruzione più rigorosa compaiono però anche trench destrutturati e oversize, che introducono una dimensione più rilassata e contemporanea.

Se Diesel aveva trasformato la sfilata in un’esperienza immersiva, Jil Sander sceglie deliberatamente la strada opposta. L’ambiente è asettico, minimale, quasi sospeso, mentre una musica inizialmente solenne accompagna il passaggio dei modelli e si alleggerisce progressivamente insieme alla collezione. Il risultato è una presentazione in cui non è lo spettacolo a catturare l’attenzione, ma ciò che viene indossato.

Ed è proprio qui che emerge la differenza tra le due visioni. Se Diesel costruisce attorno alla collezione un universo fatto di energia, musica, performance e provocazione, Jil Sander elimina quasi tutto ciò che può distrarre dall’abito. L’essenziale diventa il vero elemento scenografico.

Forse è proprio per questo che la collezione non ricerca necessariamente il cosiddetto “effetto wow” attraverso una novità immediata o un gesto eclatante. La sua forza risiede piuttosto nella continuità: proporzioni, materiali, tailoring e minimalismo vengono ricondotti all’identità Jil Sander e reinterpretati attraverso una sensibilità contemporanea.

Dopo una sfilata come quella di Diesel, così ricca di stimoli visivi, Jil Sander rappresenta quindi quasi un esercizio di sottrazione. Non cerca di stupire attraverso l’eccesso, ma di riaffermare l’identità attraverso la precisione. E in una Fashion Week sempre più costruita anche intorno allo spettacolo, scegliere di lasciare che siano esclusivamente gli abiti a parlare diventa, a sua volta, una precisa dichiarazione di stile.

Missoni SS27: un viaggio tra culture, texture e contaminazioni

Dopo il minimalismo rigoroso di Jil Sander, la Milano Fashion Week SS27 cambia nuovamente atmosfera con Missoni, che porta in passerella una visione libera, nomade e profondamente legata alla contaminazione. La location contribuisce fin da subito a costruire questo immaginario: il cortile interno con giardino di un palazzo storico milanese diventa lo scenario di una collezione che sembra arrivare da un viaggio attraverso luoghi, culture e stili differenti.

Il carattere più riconoscibile di Missoni rimane naturalmente la texture. Le superfici lavorate e i motivi della maison continuano a essere protagonisti, ma vengono affiancati da nuove interpretazioni materiche, tra filati luminosi, lurex, strass e dettagli che catturano la luce. La palette si muove prevalentemente attraverso tonalità morbide e polverose, dal beige al nude, dal rosa al crema, lasciando spazio anche a contrasti più decisi costruiti intorno al bianco e al nero.

Anche le silhouette raccontano questa idea di libertà. Pantaloni, abiti, giacche e poncho seguono linee morbide e volumi rilassati, creando una sensazione di movimento naturale. Non c'è una ricerca di rigidità, ma piuttosto il desiderio di lasciare che i capi seguano il corpo e accompagnino il movimento, in sintonia con quella dimensione vacanziera e spontanea che attraversa la collezione SS27.

A catturare lo sguardo sono poi gli accessori, che accentuano il carattere nomade della collezione: collane dall'allure tribale, borse oversize dalle forme triangolari, cappelli texani e cinture in corda contribuiscono a costruire un guardaroba che sembra raccogliere influenze provenienti da mondi diversi. Il riferimento al rock incontra così suggestioni texane e messicane, senza trasformarsi in un tema unico e letterale: è piuttosto una sovrapposizione di codici, materiali e atmosfere.

Ed è proprio la contaminazione culturale a diventare la chiave di lettura della sfilata. Le modelle sembrano viaggiatrici, quasi turiste sulla terra, con capelli volutamente spettinati e un'attitudine spontanea, lontana dalla perfezione costruita. Ogni look sembra raccontare una tappa diversa dello stesso percorso, tra colori, culture, texture e influenze che si incontrano e si trasformano.

Missoni SS27 diventa così il racconto di un brand in viaggio: non verso una destinazione precisa, ma attraverso la moda stessa. Un viaggio continuo tra epoche, luoghi, tendenze e contaminazioni, nel quale l'identità della maison rimane riconoscibile proprio perché capace di evolversi, mescolarsi e guardare sempre oltre i propri confini.

MM6 Maison Margiela SS27 e ETRO SS27

Tra le protagoniste della Milano Fashion Week Primavera Estate 2027, MM6 Maison Margiela porta in passerella una visione della moda fatta di trasformazione, sperimentazione e libertà di styling. Per la stagione SS27, i capi più familiari cambiano funzione senza perdere la propria identità: una camicia può diventare un abito, un pantalone trasformarsi in minigonna e un maglione essere indossato anche come gonna. Non si tratta di reinventare completamente il guardaroba, ma di modificarne proporzioni, volumi e punti di apertura, offrendo una nuova interpretazione dei capi quotidiani.

Al centro della collezione MM6 Primavera Estate 2027 c’è proprio l'idea di una moda da sperimentare liberamente. Un maglione indossato come gonna acquista volume grazie alla particolare “hip-paulette”, una struttura ispirata all’épaulette ma spostata idealmente dalla spalla al fianco. Anche il guardaroba uomo segue la stessa logica: colletti, abbottonature e dettagli sartoriali cambiano posizione, mentre le proporzioni vengono volutamente spostate rispetto alla costruzione tradizionale.

Il risultato è una collezione ironica, contemporanea e sorprendentemente delicata, dove proporzioni quasi da bambola, piccoli Henley, caban dall’aspetto vissuto e shorts dal gusto vintage convivono con capi dalla costruzione più concettuale. Anche gli accessori entrano nel gioco della trasformazione: sei infradito Havaianas sovrapposte una sull’altra trasformano il celebre numero della maison in un originale elemento di design.

La moda Primavera Estate 2027 di MM6 Maison Margiela racconta così una delle direzioni più interessanti viste alla Milano Fashion Week SS27: non creare necessariamente qualcosa di nuovo, ma indossare in modo nuovo ciò che già conosciamo. Una camicia, un maglione o un pantalone possono cambiare identità attraverso styling e proporzioni, lasciando spazio a una moda più creativa, giocosa e personale. È proprio questa libertà di interpretare i capi a rendere la collezione MM6 una delle letture più interessanti delle tendenze moda Primavera Estate 2027.

Etro SS27: l’aura bohémien della Milano Fashion Week Primavera Estate 2027

Tra le collezioni della Milano Fashion Week Primavera Estate 2027, Etro porta in passerella una visione sospesa e sognante della moda. Il titolo Halo racchiude perfettamente lo spirito della collezione: un’aura Etro avvolge la donna attraverso paisley, tessuti leggeri e silhouette fluide, creando un guardaroba che sembra muoversi naturalmente intorno al corpo.

Per la collezione Etro Primavera Estate 2027, i codici più riconoscibili della maison vengono reinterpretati con maggiore leggerezza. Il paisley, simbolo dello stile Etro, appare in versioni macro, sfocate e frammentate, mentre il tradizionale gusto bohémien viene reso più delicato e contemporaneo. Abiti vaporosi, trasparenze, frange e lunghe silhouette fluttuanti contribuiscono a creare un effetto etereo, tra romanticismo e libertà.

A bilanciare questa leggerezza interviene una sartorialità più netta, con pantaloni affusolati, blouson in suede e denim che riportano la collezione a una dimensione più concreta e quotidiana. È proprio questo contrasto tra fluidità e tailoring, tra trasparenze e materiali più strutturati, a definire la proposta Etro SS27.

La collezione racconta così una delle direzioni della moda Primavera Estate 2027: un bohémien contemporaneo, meno decorativo e più leggero, in cui i codici storici della maison vengono mantenuti ma reinterpretati con proporzioni morbide e un’attitudine più spontanea. Un equilibrio tra paisley, femminilità, sartorialità e libertà di movimento che rende Etro protagonista della Milano Fashion Week SS27.

Max Mara SS27: eleganza senza tempo e nuova femminilità

C’è qualcosa di familiare e al tempo stesso sorprendentemente attuale nella Max Mara SS27. È l’eleganza delle donne di un’altra epoca, quella fatta di gesti misurati, silhouette impeccabili e capi scelti con cura, riletta però attraverso un linguaggio decisamente contemporaneo. La collezione gioca proprio su questo equilibrio: classicità e modernità, rigore e leggerezza, memoria e presente.

Il guardaroba si costruisce attorno a trench, giacche, abiti e gonne dalle linee morbide e pulite. Le silhouette sono essenziali, mai rigide, e restituiscono quella sensazione di classe naturale e raffinatezza discreta che appartiene da sempre all'estetica Max Mara. Anche la palette rimane fedele all’identità della maison, con toni naturali e terrosi accostati a bianco, nero e grigio cenere.

La collezione segue un vero e proprio percorso attraverso i materiali. Si parte da texture più corpose come lana, pelle e suede, per passare gradualmente a cotone e lino e arrivare infine alla leggerezza preziosa della seta. Un passaggio che accompagna la silhouette verso la stagione estiva, mantenendo sempre un senso di equilibrio e misura.

A rompere, almeno in parte, gli schemi più familiari della maison sono gli abiti trasparenti in chiffon, sottili ma strutturati, che introducono una sensualità nuova senza compromettere l’eleganza. La trasparenza diventa così un dettaglio sofisticato, mai fine a se stesso.

E poi c’è la tuta elegante ispirata agli anni ’70, proposta sia lunga sia corta: un ritorno a una silhouette iconica che Max Mara interpreta con linee contemporanee e proporzioni impeccabili. Un capo che porta con sé lo spirito di un’altra epoca, ma che appare perfettamente attuale.

È proprio questo dialogo tra passato e presente a definire la moda donna Primavera Estate 2027 di Max Mara. Una collezione che non rincorre la novità a tutti i costi, ma dimostra come trench, sartorialità, abiti, gonne e tute possano continuare a parlare al presente quando vengono reinterpretati con equilibrio, qualità e quella naturale raffinatezza senza tempo che è parte del DNA della maison.

Tod’s, Sportmax e The Attico: tre visioni della moda donna SS27

Tod’s Primavera/Estate 2027: eleganza e sport

Per la Tod’s SS27, Matteo Tamburini guarda agli anni ’90 e alla costruzione dello stile personale, reinterpretando i codici della maison attraverso un equilibrio tra eleganza formale e spirito sportivo.

Pelle, Gommino e movimento:
La pelle viene sperimentata con lavorazioni leggere, cut-out e intarsi, mentre il Gommino ritorna su ready-to-wear e accessori. Color blocking, geometrie, drappeggi e tessuti leggeri come il Windsilk enfatizzano movimento e leggerezza, in un guardaroba che unisce lusso italiano e contemporaneità.

Sportmax Primavera/Estate 2027: moda e alte temperature

La Sportmax SS27 interpreta il tema delle alte temperature attraverso una moda pensata per il caldo, trasformando i cambiamenti climatici in uno spunto creativo. La collezione punta su leggerezza, trasparenze e stratificazioni.

Organza, pelle e dettagli architettonici:
La seta organza è protagonista di pantaloni, sovrapposizioni e look trasparenti, mentre la pelle crea un contrasto deciso. Cinture in metallo cromato, gonne asimmetriche, denim ampio e costruzioni sartoriali definiscono una silhouette dinamica, funzionale e contemporanea.

The Attico Primavera/Estate 2027: dieci anni di identità

Per i dieci anni del brand, The Attico SS27 di Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini esplora il tema dell’identità e degli alter ego, trasformando la camera da letto in simbolo di intimità e libertà personale.

Vestaglia, velluto e sensualità:
La vestaglia, codice storico di The Attico, torna protagonista insieme a velluto, paillettes vintage, pelle, tailoring militare, camicie maschili e spalle strutturate. Una collezione che combina sensualità, glamour e attitude contemporanea, proponendo non una sola silhouette ma un guardaroba di personalità diverse.

Ermanno Scervino e Dolce&Gabbana: artigianalità e identità italiana nella SS27

L’ultimo giorno di appuntamenti della Milano Fashion Week Donna Primavera/Estate 2027 per lo staff di Divo ha visto protagonisti Ermanno Scervino e Dolce&Gabbana, due maison italiane che hanno interpretato la nuova stagione attraverso una forte attenzione all’identità, alla tradizione e alla personalità individuale.

Ermanno Scervino: il lusso dell’artigianalità Made in Italy

Per la Ermanno Scervino SS27, il lusso nasce dalla cura artigianale e dal Made in Italy. Giacche e pantaloni in suede traforato, nastri di organza, pizzi, nappa lavorata a mano e dettagli di passamaneria definiscono una collezione sofisticata e ricca di lavorazioni. Le stampe ispirate a foglie di palma e ibisco, le piume applicate a mano e la raffia contribuiscono a creare un immaginario esotico, mentre minigonne a palloncino, camicie tuxedo e dettagli corsetto introducono un contrasto tra femminilità e attitudine maschile.

Dolce&Gabbana: la Sicilia incontra l’eclettismo

Con “Stravaganza Siciliana”, Dolce&Gabbana propone per la Primavera/Estate 2027 un guardaroba libero dalla ricerca di uniformità, ispirato agli armadi delle famiglie aristocratiche siciliane e alla possibilità di mescolare epoche e stili diversi. Pizzo, crochet, tweed, seta, denim, pelliccia e stampe animalier convivono in combinazioni inaspettate, insieme a capi provenienti dall’archivio Dolce&Gabbana, come la T-shirt con logo D&G.

Due collezioni molto diverse, ma accomunate dalla valorizzazione della moda italiana, dell’artigianalità e dell’individualità: Scervino attraverso il savoir-faire e la lavorazione dei materiali, Dolce&Gabbana attraverso il mix di epoche, codici e riferimenti della tradizione siciliana.

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